Perchè la vigilia di Natale in Calabria si preparano 13 pietanze?

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Al calar del sole, la vigilia di Natale in Calabria si trasforma in un vero e proprio rito culinario. Una tradizione antica, radicata nella cultura popolare della regione, vuole che sulla tavola vengano disposti tredici piatti differenti. Ma perché tredici? E cosa rappresentano queste pietanze? La risposta affonda le sue radici nelle leggende e nei miti locali, intrecciandosi con antiche credenze religiose e pagane. Un viaggio tra i sapori intensi e genuini della gastronomia calabrese che racconta una storia millenaria fatta di simbolismi profondamente legati alla vita quotidiana delle persone ma anche al mistero dell’esistenza stessa. In questo post scopriremo insieme l’origine di questa usanza gustosa ed evocativa: “Perché la vigilia di Natale in Calabria si preparano 13 pietanze?” Buona lettura a tutti!

"La Storia delle 13 Pietanze della Vigilia di Natale"

La tradizione della vigilia di Natale in Calabria è caratterizzata dalla preparazione di 13 pietanze, simbolo della Passione di Cristo e dei 12 apostoli presenti all’Ultima Cena. Ogni piatto rappresenta un momento significativo della storia sacra, come ad esempio il baccalà fritto o al forno, simbolo del pesce con cui Gesù sfamò la folla dei suoi seguaci. Altre pietanze tipiche includono le melanzane ripiene, che richiamano il gesto di Giuseppe d’Arimatea di avvolgere il corpo di Gesù in un lenzuolo, e la pasta con le sarde, che evoca il sacrificio del Martirio di San Pietro. Queste 13 pietanze rappresentano una tradizione culinaria che unisce il sacro e il profano, creando un momento di condivisione e festa durante la notte più importante dell’anno.

"Simbolismo e Significato dei 13 Piatti Calabresi"

Il simbolismo e il significato dei 13 piatti calabresi preparati durante la Vigilia di Natale sono profondamente radicati nella tradizione e nella cultura della regione. Ogni piatto rappresenta un momento importante della storia religiosa e culturale, oltre che l’abbondanza e la generosità dell’anno a venire. Ad esempio, il baccalà rappresenta la penitenza e la rinascita spirituale, mentre le sarde a beccafico simboleggiano la bontà e l’armonia. Altri piatti come le acciughe marinate, i gamberi, le melanzane ripiene e i dolci tradizionali come il panettone calabrese e i mustazzoli, sono scelti per onorare la semplicità dei sapori locali e l’amore per la cucina tradizionale. Questa tradizione culinaria particolarmente ricca rende la Vigilia di Natale un momento di gioia e celebrazione, in cui le famiglie si riuniscono per condividere momenti di convivialità.

La preparazione di queste 13 pietanze è un rito che viene tramandato di generazione in generazione, rappresentando un momento importante

"Guida alla Preparazione delle 13 Pietanze"

Le preparazioni del cenone della Vigilia di Natale sono tante e vanno dal baccalà alle alici, dalle “pittuliddre”(frittelle) alle insalate… tutto rigorosamente di pesce! Guai a mangiare carne. E’ immancabile sulle tavole dei Calabresi la preparazione dei Cullurialli in tutto il periodo di Natale. La sera della Vigilia, poi, si lascia tutto apparecchiato sulle tavole perchè si dice che “u Bumminiaddru” viene a mangiare. In questo periodo si canta la strina  anche se la sua diffusione è limitata ai soli paesi interni.

In alcune zone della Calabria però le pietanze possono essere anche 9 , come i mesi dell’attesa o 7 come le virtù, ma sempre rigorosamente a base di verdure, ortaggi e pesce conservato o fresco.

I piatti principali che si preparano sono: un primo SPAGHETTI CON ALICI E MOLLICA DI PANE , in sostanza conditi con la mollica abbrustolita e le alici salate o sott’olio. Come secondo piatto invece si prepara il baccalà in tutti i modi, fritto, al pomodoro, con le olive. A questi due piatti si aggiungono poi ad esempio un primo con le vongole o con il sugo del baccalà, mentre per secondo le cozze gratinate, polipo e patate, fritto di paranza, e tante altre gustose preparazioni locali.

Si mangiano, a fine pasto, lupini, castagne, arance, mele e dolci della tradizione: Turdilli, scalille, pitta mpigliata, chinulille.

Un tempo le famiglie si riunivano intorno al focolare o intorno ai grandi bracieri e cenavano , alzandosi dal tavolo solo a notte inoltrata.

 

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